di Marco Forti
continua dal post precedente ...
Il concetto di centro è il fulcro di tutte le discipline asiatiche dell'illuminazione e può essere visto come l'antidoto alla dipendenza dell'uomo dalla sofferenza e dalla varietà dei fenomeni non essenziali. Il centro è il punto dove il caos diventa armonia, dove l'individuale e l'universale si fondono, dove la confusione diventa chiarezza e serenità.
Ogni corrente religioso-filosofica ha posto enfasi su un concetto specifico di centro, così il buddhismo ha utilizzato la centralizzazione del basso ventre come metodo meditativo ed introspettivo volto alla conoscenza di se stessi, il taoismo ha considerato il centro come massima integrazione tra il singolo e l'universo e il confucianesimo come punto di incontro e collaborazione tra due o più esseri umani.
In realtà queste sono state considerate solo diverse manifestazioni di uno stesso centro.
La meditazione in posizione immobile fu uno degli esercizi più frequentemente praticati da monaci, artisti e guerrieri per coltivare una corretta centralizzazione di se stessi finalizzata a poter vivere appieno il proprio ruolo sociale.
L'elemento che influenzò maggiormente il guerriero giapponese fu la scoperta che, attraverso i metodi di centralizzazione era possibile raggiungere un tale livello di coordinazione mente-corpo capace di sprigionare una forma energetica molto più intensa di quella prodotta dal solo sistema muscolare.
Questa energia vitale, generata dalla centralizzazione addominale, è ben conosciuta in tutte le discipline asiatiche come «essenza della vita» o «respiro vitale» e viene chiamata ki in giapponese, ch'i in cinese e prana in sanscrito..
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Il concetto di centro è il fulcro di tutte le discipline asiatiche dell'illuminazione e può essere visto come l'antidoto alla dipendenza dell'uomo dalla sofferenza e dalla varietà dei fenomeni non essenziali. Il centro è il punto dove il caos diventa armonia, dove l'individuale e l'universale si fondono, dove la confusione diventa chiarezza e serenità.
Ogni corrente religioso-filosofica ha posto enfasi su un concetto specifico di centro, così il buddhismo ha utilizzato la centralizzazione del basso ventre come metodo meditativo ed introspettivo volto alla conoscenza di se stessi, il taoismo ha considerato il centro come massima integrazione tra il singolo e l'universo e il confucianesimo come punto di incontro e collaborazione tra due o più esseri umani.
In realtà queste sono state considerate solo diverse manifestazioni di uno stesso centro.
La meditazione in posizione immobile fu uno degli esercizi più frequentemente praticati da monaci, artisti e guerrieri per coltivare una corretta centralizzazione di se stessi finalizzata a poter vivere appieno il proprio ruolo sociale.
L'elemento che influenzò maggiormente il guerriero giapponese fu la scoperta che, attraverso i metodi di centralizzazione era possibile raggiungere un tale livello di coordinazione mente-corpo capace di sprigionare una forma energetica molto più intensa di quella prodotta dal solo sistema muscolare.
Questa energia vitale, generata dalla centralizzazione addominale, è ben conosciuta in tutte le discipline asiatiche come «essenza della vita» o «respiro vitale» e viene chiamata ki in giapponese, ch'i in cinese e prana in sanscrito..
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fine seconda parte ...
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